Posted by: savdevito | November 29, 2012

Il pallone sonda!

 

Stamattina ho lanciato un pallone sonda. Si tratta proprio di un palloncino di gomma gonfiato con l’ elio come quello della festa di S. Ciro!

In base due tecnici dell’ ENEA, due volte al giorno lanciano un palloncino e si divertono un mondo!
Il palloncino in realtà è un importante strumento scientifico, ad esso è appesa una piccola sonda
che rileva temperatura umidità pressione e posizione e permette di stimare anche la velocità del vento.
Riccardo, Antonio (ENEA-UTMEA) ed io (ENEA-UTTP) ci rechiamo stamattina al campo meteo dove prepariamo il pallone al lancio.
La sonda viene calibrata azzerando eventuali bias con della strumentazione molto precisa e poi vieneattaccata al pallone.Con molta cautela il pallone viene liberato e sale su verso gli strati alti dell’ atmosfera a 5-6 metri al secondo, quindi molto veloce, e trasmette in tempo reale i dati richiesti con una piccola antennina ad alta frequenza.
Raggiunge la ragguardevole altezza di 30000 m dopo di che come tutti i vostri palloncini quando la pressione dell’ atmosfera diminuisce così tanto (più si sale più è piccola), il gas al suo interno si espande più del dovuto e il palloncino scoppia. Che fine fa la sonda? Beh, la posizione si conosce ed in teoria se non si è spostata molto è possibile recuperarla….
Dovete sapere che ogni giorno vengono lanciati in tutto il mondo centinaia di palloni sonda, idati ottenuti servono a inizializzare (far partire), i modelli di predizione meteorologica, quelli che in sostanza ci permettono di conoscere il tempo che farà nei prossimi giorni. Ogni volta che il pallone raggiunge delle altezze prestabilite la sonda manda un segnale che viene raccolto in base e rilanciato in una rete globale per le previsioni meteo dove si unisce ai dati provenienti da tutti gli altri palloni lanciati allo stesso tempo per conoscere con precisione le condizioni del meteo in tutto il nostro pianeta.
QUi in antartide non ce ne sono moltidi punti di misura quindi lanciare un pallone da qui
è molto importante sia per la previsione meteo indispensabile per programmare le uscite, sia per i modelli del clima globale, ma di questo parleremo un’ altra volta.
E ora vado a dormire.
Un saluto alle mie piccole e a tutti voi.
Saverio

 

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Riccardo (ENEA-UTMEA) mentre gonfia il pallone con l’ elio.

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Il pallone in volo con velocità ascensionale di 6 m/s, si nota la sonda collegata al pallone.

Posted by: savdevito | November 29, 2012

Gli angeli custodi.

Da piccolo, la mamma e il papà mi hanno insegnato la preghiera all’ angelo custode, un angelo tutto per noi che ci sostiene e ci protegge nella vita. Io ne ho incontrati alcuni  senza ali (o meglio ad ali rotanti), uno ha pure la barba e qualche volta si arrabbia un pò se qualcuno

esce dalla base senza avvisarlo oppure non si fa sentire per un pò.
loro guardano tutti i ricercatori della base da una torre di controllo e ne seguono gli spostamenti con l’ imprescindibile radio. Tutti noi infatti quando usciamo dalla base, sia a piedi, sia in elicottero, portiamo con noi una radio e una batteria supplementare che ci serve, in caso di necessità a comunicare la nostra posizione che conosciamo grazie ai GPS. Anche se usciamo a fare una passeggiata è bene farsi autorizzare dagli angeli custodi (Bruno e Stefano). Loro, grazie ai loro amici
meteoprevisori, conoscono le condizioni del tempo e ci possono dire se incontreremo
vento forte, neve o se le condizioni del pack sono idonee a camminarci su.
Ci seguono sempre via radio e se qualcuno non li contatta, beh allora loro si preoccupano
e mandano un elicottero a riprendervi! Poi in genere sono ramanzine!
Comunque tutti noi siamo molto contenti di avere qualcuno che ci segue e sta attento a cio che facciamo sempre e a tutte le ore. Grazie Bruno e grazie stefano! In ogni caso bisogna stare sempre molto attenti!
A proposito del vento, vi devo dire che in realtà qui non si sente tanto freddo finchè
non si alza il vento. Con il vento infatti la sensazione di freddo viene enormemente
amplificata e da -10 sembra subito di stare a -20. E’ bene allora proteggersi la faccia con mascherina e sciarpa sul naso oltre al normale cappello e tuta antartica…. più in la vi parlerò poi di un vento speciale dallo strano nome di vento catabatico!

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Gli angeli custodi sovrintendono a tutte le operazioni di volo.

Posted by: savdevito | November 29, 2012

Foche di Weddel

Cari bimbi,

in antartide e in special modo qui nei dintorni della base non è difficile 
scorgere sul pack dei salsicciotti intenti a strisciare o a riposare immobili 
per ore. Con un buon binocolo dalla sala operativa, oppure con una buona fotocamera
oppure ancora avvicinandosi con molta cautela ci si accorge che sono foche!
Altre volte mentre i ricercatori fanno carotaggi nel pack (lo sapete adesso cos’è, vero?),
dal buco esce il musetto intrigante di una foca che approfitta dell’ apertura per respirare
(è un mammifero come me e voi)alvolta effettuano lunghe immersioni subaquee
alla ricerca del loro cibo preferito, pesce! Il pack ostruisce la via per
la superfice e allora appena trovano un apertura, via! Ci si infilano e se ne appropriano!
Vagli a spiegare poi alla foca che l’ apertura è la tua e ti serve per studiare le diatomee!
Queste foche qui si chiamano foche di weddel, chiedete alla maestra di 
raccontarvele, su wikipedia (http://it.wikipedia.org/wiki/Leptonychotes_weddellii) troverete un sacco di informazioni a riguardo,
e se non vi basta naturalmente chiedete a me… vi farò parlare 
con uno degli scienziati della base che risponderà a tuttele vostre domande.
Ah, un ultima cosa,l’ altro ieri ne ho vista una come al solito sdraiata sul pack, ma vicino erano
appollaiati i classici e onnipresenti skua…
Che ci facevano li? Ebbene mi hanno spiegato che aspettavano che la foca partorisse (loro partoriscono sempre tra settembre e novembre)
per ripulire la fochettina appena nata e mangiucchiarsi la placenta….
In natura niente va buttato, specie quiggiù con tutto questo freddo.

Quando nascono poi sono tutte bianche, paffutelle e sembrano proprio un peluche. Quel pelo gli serve per mimetizzarsi sul pack e per isolarsi termicamente come con un cappotto.

Ah, a proposito, oggi fa proprio caldo…. -6° C.

Un abbraccio,

Saverio

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Il musetto curioso di una foca di weddel, mentre esce da un foro di carotaggio.

 

 

Posted by: savdevito | November 25, 2012

Gli uomini della base…

Non è facile definirli,classificarli… gli uomini della base. Sono tanti, diversissimi e alacri, uniti dall’ impegno preso, ricercatori, logisti, meccanici, piloti, pompieri, cuochi, meteoprevisori, guide….

La base di giorno pullula di attività, dovunque ti giri, vedi uomini addetti ai loro compiti, macchine che si spostano insieme a uomini in tuta rossa. La mattina è facile scorgere i ricercatori che si spostano con gli elicotteri e i piloti di HNZ verso i luoghi di rilevamento osservazione e misura lontani decine o centinaia di km. Le guide alpine e gli incursori li accompagnano. Meccanici e operatori tengono in operatività le piste il cui ghiaccio è continuamente controllato in temperatura e spessore dai lupi de la thuile in modo da garantire la sicurezza degli atterraggi. E io? E io sono al centro di mille attenzioni e richieste,proprio come gli altri, supporto i ricercatori garantendo l’ infrastruttura di comunicazione per i sensori, un minimo di elaborazione dati e poi la posta e adesso la navigazione e skype per comunicare con casa. La mia stanza è un punto di pellegrinaggio quasi, ma è bello così. Questa settimana mi è capitato di dover controllare erisolvere alcuni problemini in base dai piloti e dai meccanici. Ho avuto occasione di cominciare a fare orecchio all’ accento neozelandese degli straordinari piloti di HNZ. Sono stato in officina anche e ho pensato alla nostra piccola officina del nonno…. c’è un meccanico di HNZ che avrà l’ età di mio padre e ha lo stesso approccio ai PC.. l’ ho aiutato con la sensazione di stare con mio padre, uguale spiccicato con la smania di cliccare tutto il cliccabile, la caparbietà e la determinazione di riuscire a fare le cose più complesse, un attitudine innata a scovare tutti i bug, e a inventarsi strade che con l’ intuito hanno poco a che fare, insomma uguale! Proprio adesso vedo un elicottero tornare con l’ aria di un piccolo moscerino sul mare del pack ghiacciato.

Un saluto da

Terra Nova Bay – Antarctica
74° 41′ 42″ S
164° 07′ 23″ E

La base di ritorno dal campo ICARO

Posted by: savdevito | November 24, 2012

Prime impressioni e passeggiate…

In Antartide tutto sembra a prima vista più piccolo delle dimensioni reali. Un pò è per via della trasparenza cristallina dell’ aria, un pò è che proprio non sono abituato agli spazi che si aprono all’ orizzonte sul pack. L’ altro giorno sono stato in un piccolo campo (camp Icaro…) a 4 km dalla base. Uno radiometro non dava segni di vita e siamo andati sul posto, c’ era un problema di connettività e mi hanno chiamato. Lungo la strada, attraverso il campo antenne, ho ricevuto viste magnifiche del pack, su cui si muovono lentamente piccole macchie brune, le foche di weddel! L’ aria vibra all’ orizzonte, all’interfaccia tra il pack che va sfrangiandosi e il mare nero coperto dalle nuvole. Ecco come ci si sente nelle ultime pagine del sussidiario! Ma è stato al ritorno che ho vissuto una strana esperienza di stupore: affacciandosi sulla tethys bay in quello che mi sembrava una piccola insenatura mi rendo improvvisamente conto delle dimensioni quando scorgo andrea e la sua pala meccanica che spostano una modulare da 50 m. Sono talmente piccoli da sembrare formichine! La fish hut, un container standard è un piccolo puntino rosso al termine dell’ insenatura. Ma allora quanto è grande questo fiordo?

Riprendiamo il cammino verso la base dove incrociamo una coppia di skua intenta nei giochi amorosi della stagione estiva, questa sembra la loro principale occupazione al momento. Intanto il ghiaccio del pack si assottiglia e tutto freme nell’ attesa che il mare si liberi della morsa e liberi la via all’ arrivo dei pinguini di adelia.

I due adivulgatiri dei progetti AUSDA (Luca Miserere ed Io) sulpack antartico. Sullo sfondo, il monte melbourne

 

Apuntafaraglione di ritorno da Enigma Lake

 

Posted by: savdevito | November 22, 2012

Atterraggio!

Alle 6.00 nessuno ha chiamato il NO-GO, quindi le condizioni meteo sono buone sia a Baia Terra Nova
che alla stazione americana McMurdo, si parte dunque. Dopo un rapido check in compreso di pesatura
cristiani e bagagli, troviamo in pista in nostro C-130 bianco della safair. Foto di rito e saltiamo su
per ritrovarci insieme a due elicotteri e 4 piloti neozelandesi stipati nella carlinga isolata
dell’ Hercules. La temperatura buona e appena decollati c’è che tenta di dormire e recuperare un pò di jet lag,
i tappi di gommapiuma sono indispensabili per non venire assordati dai 4 propeller fissati sulle ali.
6 ore più tardi avvistiamo la distesa di ghiaccio,neve e roccia della catena transantartica, l’ emozione è grande!
L’ aereo la sorvola con apparente calma e lentezza lasciandoci assaporare la profondità,
la trasparenza, la solitudine del bianco e l’ azzurro cristallino del ghiaccio antico.
Poco più di un ora dopo si accende la luce delle cinture.. comincia dunque l’ atterraggio.
COn un pòdi apprensione mi preparo e alla fine… touchdown e la lunghissima frenata fino all’ immobilità.
Siamo a terra! CI precipitiamo a scendere e tocchiamo finalmente ghiaccio dopo tre giorni di viaggio!
Il segno della croce è un ringraziamento per esser giunti fin qui e poter ammirare questo spazio così particolare;
riflessioni di un attimo prima di venir accolti dal capo spedizione e dai colleghi che dopo
un fugace abbraccio ci accompagnano in base. Sosto sotto la targa in bronzo della base poi dentro. Sono dunque giunto a Mario Zucchelli Station.

Partenza da Cristchurch NZ verso MZS con C-130 SAFAIR

Il C-130 appena atterrato sulla pista sul pack di Baia Terra

Posted by: savdevito | November 18, 2012

In Viaggio…

[Scuola]

Stop & Go all’ aeroporto di Singapore insieme al mio compagno di viaggio, esperto di TLC dell’ ENEA. Piove…. come sempre in questa stagione (a anche le altre) a Singapore. Qui è estate e ci sono 27 gradi, l’umidità è vicina al 100% e l’ acqua in pratica la respiri! Lavati i denti e quant’altro possibile ;-), ci disponiamo a ripartire per Sidney in Australia tra un’ oretta. Per tutti i miei amici del terzo circolo è l’ occasione di spiegare l’ inversione delle stagioni agli antipodi….. Dovete sapere dunque che qui è vicina l’ ESTATE, tra qualche giorno inizierà, come mai, se per noi sta per iniziare l’ inverno? Chiedete alle maestre, che ve lo spiegheranno! 

Poi vi dico un altra cosa…. lo sapete che mentre a Via Scalea stanno suonando le campane della messa (11:30) qui invece sono le 18:30 ed è quasi ora di cena? Si chiama fuso orario e dipende da come la terra ruota su se stessa… dunque domani altra domanda per le maestre!

Un saluto dal vs. amico in viaggio verso l’ Antartide.

Posted by: savdevito | November 7, 2012

Hello world!

…..Alla fine c’erano sempre due pagine. Una vedeva il mondo da sopra e una da sotto. Erano quelle pagine che mi attiravano di più. Perchè non ci si arrivava mai, perchè erano alla fine e il programma era già finito e la maestra le dimenticava nel libro. Erano pagine colorate di bianco e celeste. L’ultima, in particolare, riportava una forma, una specie di cerchio bianco circondato dall’azzurro.  Azzurro e bianco. Pochissime scritte, nessuna pallina con la stellina ad indicare una capitale. Nessun segno di strada o ferrovia……

Bruno Pagnanelli

Comincia così, con le parole di un Altro, di un compagno di viaggio che è gia lì, questo mio blog che desidero riempire delle mie esperienze “Antartiche”, per me, per la mia famiglia e per i miei amici, in particolare i piccoli del terzo circolo didattico di Portici. Le loro maestre arriveranno alla fine di quel libro, Bruno!

Si parte fra 10 giorni e dunque nella migliore tradizione fervono i preparativi!

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